Anonimo di Piacenza

Itinerarium Antonini Placentini, 560-570 dC

La testimonianza del pellegrino anonimo di Piacenza non cita la chiesa bizantina al Getsemani ma riporta unicamente la pratica di venerazione fatta sui tre “sedili”, che probabilmente vogliono indicare le tre rocce venerate a ricordo delle tre preghiere di Gesù, che resteranno un punto fermo nella devozione del luogo. E’ su queste rocce che, nonostante le diverse costruzioni e distruzioni di chiese, resta salda, fino ad oggi, la memoria della preghiera di Gesù al Getsemani.

Descendentes de monte Oliveti in valle Gessemeni in locum, ubi traditus est Dominus, in quo sunt tria accubita, in quibus ille accubuit et nos accubuimus pro benedictione. (2) Et in ipsa valle est basilica sanctae Mariae, quam dicunt domum eius fuisse, in qua et de corpore sublatam fuisse. Ipsa vallis Gessemeni ibidem vocatur Josafa. (3) De Gessemani ascendimus ad portam Hierosolinam per gradus multos. (Caput XVII, 1-3)

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“Scendendo dal monte Oliveto nella valle del Getsemani, nel luogo dove il Signore fu tradito, ci sono tre sedili sui quali egli stesso stette seduto. Anche noi vi ci siamo messi per devozione. Nella medesima valle c’è la basilica di Santa Maria. Dicono che qui fu la sua casa dove fu separata dal corpo. La valle del Getsemani si chiama anche valle di Giosafat. Dal Getsemani salimmo alla porta della città di Gerusalemme per molti gradini”. (cap. 17, 1-3)

Celestina Milani, Itinerarium Antonini Placentini, Un viaggio in Terrasanta del 560-570 d. C., ed. Vita e Pensiero, Milano 1977, pg. 140