Vangelo secondo Matteo (26,36-56)

Introduzione

Il podere del Getsemani, il luogo del frantoio, viene indicato da Matteo e da Marco come il sito in cui ha veramente inizio il dramma della Passione di Gesù. La debolezza umana di quel momento di tristezza e angoscia è marcata dalla preghiera di Gesù che per tre volte implora il Padre «che il calice passi»: l’immagine del calice ricorre nei Salmi, in senso figurato, per indicare la volontà di Dio (Sal 16,5; 23,5; 116,13) e nei Profeti associata alla sua ira e al suo giudizio (Is 51,17; Ger 25,15.28; Ez 23,32-33)
Ai discepoli addormentati Gesù ricorda di pregare per non «cadere in tentazione». Questo insegnamento è contenuto anche nella preghiera del Padre Nostro, affinché il Padre non abbandoni i suoi figli nel momento della tentazione, ma doni la forza di superarle.
Matteo narra il saluto di Giuda seguito dal bacio: si trattava di una forma abituale di saluto presso le popolazioni orientali e indicava uno stretto rapporto di amicizia. A questa amicizia Gesù non si sottrae e chiama lo stesso Giuda con l’appellativo di «amico». Nella redazione di Matteo trova ampio spazio anche la reazione di Gesù contro uno dei discepoli che, estratta la spada, stacca un orecchio al servo del sommo sacerdote. Gesù condanna il gesto con due motivazioni: da un lato l’esaltazione della non violenza e del perdono, dall’altro la certezza che la sua cattura fa parte del disegno che Dio ha tracciato e affidato alle Scritture dei profeti.

Testo

36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". 37 E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 E disse loro: "La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me". 39 Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: "Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!". 40 Poi venne dai discepoli e li trovò addormentati. E disse a Pietro: "Così, non siete stati capaci di vegliare con me una sola ora? 41 Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole". 42 Si allontanò una seconda volta e pregò dicendo: "Padre mio, se questo calice non può passare via senza che io lo beva, si compia la tua volontà". 43 Poi venne e li trovò di nuovo addormentati, perché i loro occhi si erano fatti pesanti. 44 Li lasciò, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: "Dormite pure e riposatevi! Ecco, l'ora è vicina e il Figlio dell'uomo viene consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino".
47 Mentre ancora egli parlava, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una grande folla con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: "Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!". 49 Subito si avvicinò a Gesù e disse: "Salve, Rabbì!". E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: "Amico, per questo sei qui!". Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù impugnò la spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote, staccandogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: "Rimetti la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendono la spada, di spada moriranno. 53 O credi che io non possa pregare il Padre mio, che metterebbe subito a mia disposizione più di dodici legioni di angeli? 54 Ma allora come si compirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?". 55 In quello stesso momento Gesù disse alla folla: "Come se fossi un ladro siete venuti a prendermi con spade e bastoni. Ogni giorno sedevo nel tempio a insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto questo è avvenuto perché si compissero le Scritture dei profeti". Allora tutti i discepoli lo abbandonarono e fuggirono.

I passi biblici sono tratti dalla Bibbia CEI 2008