Preghiera

Gesù combatte la sua debolezza aggrappandosi alla preghiera al Padre. La vita di Gesù è intima relazione con il Padre. Tutte le volte che si ritira, solo, a pregare su di un’altura o nel deserto, riunendosi poi con gli apostoli non dice loro una parola del suo colloquio con il Padre.
Anche al Getsemani Gesù si ritira per pregare, nel luogo in cui spesso andava perché silenzioso e appartato. La sua preghiera è più intensa che mai. E’ la preghiera di un condannato a morte che chiede di non dover morire.

Gesù è consapevole di quello che gli stava per accadere? I sinottici narrano che egli, dopo che Pietro lo riconobbe come «il Cristo» (Mc 8,29 e paralleli), preannuncia che «il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno» (Mc 8,31 e paralleli) Gesù spesso aiuta i suoi discepoli a comprendere le Scritture e le parole dei Profeti che annunciavano la venuta del Messia che si compiva in lui anche attraverso la sua fine ingloriosa.

Dopo la cena dell’Eucarestia al Cenacolo e prima di dirigersi al Getsemani, Luca afferma che Gesù parlò della sua passione che faceva parte del piano di salvezza, così come l’aveva annunciata Isaia: «Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra gli empi» (Lc 22, 37). Matteo e Marco ambientano nel tragitto dal Cenacolo verso il monte degli Ulivi l’annuncio che Gesù fece ai discepoli su come avrebbero reagito al suo arresto, così come profetizzò Zaccaria «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandolo. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea». (Mt 26, 31-32; Mc 14, 27-28).
Gesù sapeva cosa stava per accadere e la sua preghiera al Getsemani cercava di colmare la distanza che c’era tra il rifiuto per l’estrema sofferenza che lo avrebbe condotto alla morte e la volontà di imparare l’obbedienza al Padre. Ecco la preghiera sostanziale di Gesù a suo Padre l’«Abbà»: di aderire fedelmente alla sua volontà anche se oscura e difficile da accettare. D’altronde, egli stesso aveva ribadito in diverse occasioni agli apostoli di mettersi nella disposizione di compiere la volontà di Dio: «Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,50).

Gesù cade faccia a terra: è la posizione della preghiera che esprime l’obbedienza alla volontà del Padre, l’abbandonarsi con piena fiducia a Lui. In questo strano e contradditorio destino di messia venuto per salvare l’umanità e costretto a subire la morte, egli vedeva il segreto del rinnovamento radicale della condizione dell’uomo e del mondo.
Anche la notte di angoscia del Getsemani è iscritta nel disegno di amore di Dio per l’uomo e la preghiera di Gesù è la stessa a cui ogni uomo può aggrapparsi nei momenti di oscurità.

Come dice Benedetto XVI citando il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica: “Gesù porta a compimento il disegno d'amore del Padre e prende su di sé tutte le angosce dell'umanità, tutte le domande e le intercessioni della storia della salvezza. Egli le presenta al Padre che le accoglie e le esaudisce, al di là di ogni speranza, risuscitandolo dai morti” (Udienza Generale 01 Feb 2012).




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