I luoghi delle memorie evangeliche al Getsemani

Getsemani è il termine usato dagli evangelisti Marco e Matteo per indicare il luogo in cui Gesù si recò dopo l’ultima Cena. La parola proviene dall’aramaico gat semãnê, tradizionalmente tradotta con “pressoio per l’olio”. San Girolamo, interpretando il nome biblico di Getsemani come “vallis pinguendinum”, ossia valle dell’abbondanza, pose l’accento sulla fertilità del luogo, che doveva essere caratterizzato non solo dai numerosi uliveti ma anche da vigneti.
Oggi, con il termine di Getsemani si indicano tre luoghi, custoditi dai francescani, che commemorano l’agonia e l’arresto di Gesù nella notte in cui fu tradito:

Grotta del Getsemani

La Grotta del Getsemani

La Grotta del Getsemani è posta alla base del Monte degli Ulivi e affianca la Tomba di Maria. Al suo interno si conservano non solo le più antiche tracce di venerazione dei pellegrini, legate alla memoria della passione di Gesù, ma anche gli indizi del primitivo uso agricolo della grotta usata, forse, come sede di un pressoio per l’olio. I pellegrini che la visitarono tra il IV e il VI sec. d.C. collegavano la Grotta al luogo del tradimento di Giuda e all’arresto di Gesù. Dopo la distruzione della basilica crociata del Getsemani, la Grotta divenne il luogo in cui si ricordarono le tre preghiere di Gesù mentre, presso le “Rocce degli Apostoli”, sulle rovine della basilica crociata, si fissò la tradizione dell’arresto. Oggi, con il ripristino dei luoghi sacri, è tornata ad essere il luogo in cui si fa memoria del tradimento di Giuda e dell’arresto di Gesù.

Orto degli Ulivi

L’orto degli Ulivi

L’orto degli Ulivi, chiamato anche giardino dall’evangelista Giovanni, conserva secondo la tradizione le secolari piante di Ulivi che assistettero all’agonia di Gesù. Questo appezzamento, in possesso dei francescani fin dal 1681, racchiude infatti otto piante di ulivi tra i più antichi al mondo a cui ne sono stati aggiunti altri nel secolo scorso. Le piante, oggetto di recenti indagini che ne hanno attestato una longevità di oltre otto secoli, erano lì quando la chiesa crociata fu costruita e sono tutti figli di un’unica pianta madre, ancora più antica, forse testimone della preghiera di Gesù nel giardino.

Basilica del Getsemani

La Basilica delle Nazioni

La Basilica dell’Agonia, detta anche Basilica delle Nazioni, ma meglio conosciuta con il nome di Getsemani, è il santuario che custodisce la nuda pietra su cui si fa memoria dell’agonia di Gesù. La struttura moderna, consacrata nel 1924, è l’opera magistrale dell’architetto Antonio Barluzzi e ricalca il perimetro della più antica chiesa bizantina, che fu ritrovata durante i lavori per la costruzione del nuovo santuario. Infatti, la basilica attuale sorge sul luogo delle due chiese più antiche andate distrutte, quella voluta da Teodosio in età bizantina e quella costruita dai crociati e dedicata a San Salvatore.